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Esoterock
Last Updated on Wednesday, 3 December 2014 02:42
Written by AirSigns
Wednesday, 15 June 2011 01:49

Esoterock: la trilogia Air Signs

 

La ricerca spirituale ha portato Alex Lupi a comunicare quanto l’intuito gli ha suggerito in forma musicale.
Nasce così l’idea di una musica rock che tratta alti contenuti e verità, che ben si distingue dalle varie forme di musica improntata sulla spiritualità, spesso sfociate in digressioni “new age”.
I temi trattati in forma cantautorale unite al tipo di sonorità rock molto ricercata sanciscono così definitivamente la nascita del genere “Esoterock“, di cui Alex Lupi è ideatore.
Tale filone creativo prevedeva, nei piani originari dell’allora poco più che adolescente Lupi, la stesura di 7 dischi, poi compattati nel corso degli anni a 3.
Lo pseudonimo artistico “Air Signs” è solo in apparenza un accenno agli studi di Astrologia dell’autore, mentre in realtà ricalca la sua visione di vita e artistica, secondo la quale nel mondo sono diffusi ovunque i segni ed i simboli di una verità celeste, “aerea”, rarefatta: il mondo attuale altro non è che un rigoglioso riflesso di un mondo spirituale, la cui cognizione può essere afferrata tramite l’identificazione dei suoi segni su questo piano.
Ogni opera d’arte, nel corso della storia, contiene in sè il germe del divino e la chiave per coglierlo; così può essere, secondo il pensiero di Lupi, anche per la musica rock, qui utilizzata come una sorta di “portale” ricolmo di chiavi di interpretazione, analogamente alla poesia decadentista da cui anche Jim Morrison, figura di grande ispirazione per Lupi, a suo tempo attinse.

 

Air Signs

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Nome omonimo del primo disco scritto e prodotto da Alex Lupi, rappresenta il primo capitolo e capostipite del filone creativo.
Riparte dalle origini, ispirandosi al rock psichedelico degli anni ’70 per poi ammiccare al brit-rock e ad alcune sfumature cross-over e alternative.

Il primo disco ricalca appieno la filosofia rappresentata dal nome Air Signs: la realtà è considerata come un insieme di simboli che sono in realtà chiavi di lettura per una verità più profonda; il mondo percepibile è il riflesso di un mondo superiore, “aereo” appunto, celeste ed etereo, di pura energia in contrapposizione alla materia.
Osservando attentamente tale riflesso, si colgono i “segni” che portano il pensiero altrove, mentre al tempo stesso si affronta la realtà in tutti i suoi aspetti principali; questo duplice approccio avviene nello snodo rappresentato dagli 8 brani, che alternano queste due cognizioni complementari analogamente al susseguirsi di giorno e notte, alla dualità Yin-Yang, all’equilibrio tra materia e spirito: 8 brani per il duplice aspetto dei 4 elementi terrestri.

Proprio perché i segni della scrittura velata si manifestano anche nel suono, ciascun brano in sé può essere considerato un potenziale segno di tale linguaggio segreto.

1-Hysteric Fire è un brano improntato sul delirio sessuale conforme all’archetipo del fuoco che brucia. Le passioni umane sono il primo gradino da affrontare, nonché il più pericoloso, dato che possono portare all’auto-combustione dei sensi (come illustrato da Goethe, ne “I dolori del giovane Werther”), ma l’energia del sesso è la più importante in questo mondo poiché portatrice della massima trasformazione.
2-Signs rappresenta l’intuizione della presenza dello spirito, in relazione ai simboli e ai segni sapientemente sparsi in questo mondo.
Non è più il fuoco degli istinti, bensì il fuoco divino.
3-To be alive è il principio di auto-affermazione, della vitalità sana dell’ego che si staglia dalla morte interiore.
4-Everything’s a new dream porta a considerare la realtà come valenza onirica e a navigare in essa con distacco e creatività, ad essere canali percettivi ed effondersi nel tutto, bilanciando la presenza del proprio ego con l’unione con l’”anima del mondo” (Paulo Coelho).
5-Picture mostra una schizofrenica forma di pensiero, non ancora allenato a percepire la verità, che quindi impazza da un’immagine all’altra come in una coscienza di sogno.
6-The River è espressione di potenza della realizzazione umana dopo che ha finalmente focalizzato il proprio intelletto verso la propria vocazione.
7-I Wish contempla placidamente e bucolicamente il soggiorno sul pianeta, apprezzandone la vita e l’amore, le chiavi d’accesso ultime verso la grandezza del sublime universale.
8-Universe è il distacco definitivo dalla materia ed il ritorno verso la dimensione d’origine: finalmente i segni hanno portato al dialogo con forze superiori e alla massima consapevolezza universale.

Il numero di brani è 8, che rovesciato rappresenta il simbolo dell’infinito: la rappresentazione del mondo spirituale nella realtà circostante non si fermerà mai, nè cesseranno i segni per poterla riconoscere e decifrare.
I 4 elementi terrestri, svelati nella loro dualità, portano all’infinito.


Line up: Alex Lupi (lead-voice); Martino Meda (guitars); Fabio Visocchi (keyboards); Francesco Secchi (bass guitar); Alessandro Grassi (drums).

Influenze musicali: Muse, Doors, Pink Floyd, Genesis, A Perfect Circle



Sketches from tomorrow

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Il secondo capitolo della trilogia dell’Esoterock è un’esponenziale evoluzione dei concetti visitati in Air Signs, che qui vengono simbolicamente “esasperati” e approfonditi.

Il titolo “Sketches from tomorrow” (“schizzi dal domani”) rappresenta appieno l’anima compositiva presente nel disco e l’ispirazione dello stesso: il sogno, la vita onirica caratterizzata da un susseguirsi di immagini apparentemente senza ordine.

Se Air Signs si propone di descrivere le principali pulsioni vitali dell’individuo verso di sé (il sesso di Hysteric Fire, l’auto-affermazione di To be alive, l’esperienza immaginativa di Picture, la contemplazione romantica di I wish) e verso il macrocosmo cosparso di “segni celesti” (Signs, l’effusione onirica di Everything’s a new dream, l’imponente direzione dharmica di The River e l’ascesa definitiva verso l’infinito di Universe), in Sketches from tomorrow, l’uomo affronta il vero e proprio viaggio in modo assolutamente personale, esponenzialmente più approfondito e, in generale, ad un livello più alto di coscienza.

Il disco ha una conformazione eterogenea e contiene 9 brani caratterizzati da tre anime compositive: si hanno così 3 micro-trilogie con sonorità ben definite, ognuna con un suo specifico iter.

La struttura sonora dell’opera ricalca anche la concezione spirituale dell’uomo secondo diverse correnti esoteriche europee, che riconoscono 9 componenti raggruppate in tre parti: corpo, anima e spirito.

La scelta dei suoni e dei differenti mix vuole essere pienamente fedele allo stile “impressionista”, frammentario e leggermente allucinato dell’opera: il concept del disco è quello di fornire svariate ‘pennellate’, abbozzi di immagini, flash indefinibili, proprio come quei sogni che si susseguono l’un l’altro in modo apparentemente caotico ma con un filo conduttore talmente sottile da risultare criptico.

“Sketches from tomorrow” vuole essere la descrizione di un’illusione, il “book fotografico” di un caos immaginativo, il viaggio disomogeneo dell’uomo in un mondo che (ancora) non è pronto ad accogliere coi suoi sensi ordinari.

La struttura sonora dell’opera, tre micro-trilogie, ricalca la concezione spirituale dell’uomo secondo diverse correnti esoteriche europee, che riconoscono 9 componenti raggruppate in tre parti: corpo, anima e spirito.

La trilogia d’apertura del disco è relativa al passato e al corpo.

E’ caratterizzata da un suono elettro-etnico, con parecchi campionamenti, la presenza delle tastiere e delle percussioni.

In questi tre brani hanno partecipato gli altri due musicisti effettivi del disco, Fabio Visocchi alle tastiere e percussioni e Francesco Secchi al basso.

 

1-Air è la fame d’aria, il respiro di cui ha bisogno l’individuo oppresso da sè stesso, dalle proprie illusioni disattese e aspettative mal riposte, dai suoi attaccamenti ai freddi schemi di comportamento che ora lo stanno lentamente uccidendo, destando il suo istinto di sopravvivenza che sfocia nella ferocia nu-metal del finale.

Ogni viaggio di trasformazione deve necessariamente iniziare con uno shock, poiché è il dolore la leva più efficace per il cambiamento: finchè non proviamo dolore, non abbiamo un motivo per lasciar andare le vecchie parti di noi e cominciare la metamorfosi.

“Air” rappresenta quel dolore in apparenza straziante ma che racchiude in sè la forza di opporsi al definitivo gelo interiore e reagire.

 

2-Irrational è l’inizio della domanda principale: “Cosa c’è oltre il raziocinio?”. La risposta viene data in forma volutamente psicotica e pulsante: siamo ancora nel regno delle sensazioni più istintive, abbiamo a che fare con immagini fendenti e psichedeliche, non ancora con l’illuminazione.

Ma è in questo scenario che l’individuo, ribellatosi agli schemi della fredda logica, si rende conto che ciò che deve afferrare fa parte di un mondo che non può essere definito da alcun concetto già esistente: l’irrazionale è sfuggente e deve essere percepito direttamente in prima persona per poterne avere una qualche concezione.

Non mancano le prime intuizioni: nel verso “illuminate your bones” c’è un chiaro riferimento al fatto che è la scintilla irrazionale a nobilitare la materia sublimandola con lo spirito.

 

3-Red Dragon: la trilogia del passato termina con la “catarsi del drago rosso”, ispirato al potente spirito elementale del fuoco, colui che sorge nel cielo arrossato dall’alba e ci conduce verso la saggezza interiore, placando i nostri istinti: abbiamo preso atto che per ottenere risposte occorre purificarci dalle brame più basse del nostro animo, laddove si annida la vera “bestia”, il nostro vero nemico. Per avere una concezione più ampia della realtà, oltre il velo “maya”, oltre le “porte della percezione”, occorre purificarsi e mondare i nostri istinti biechi e feroci, oppure vivremo nella menzogna e nell’illusione, zavorrati al suolo e incatenati alla materia.

La preghiera al Drago Rosso ci porta a conoscere il suo artiglio, il quale imprime il suo marchio su di noi; ora capiamo il perché del dolore e delle sofferenze: sono la chiave per poter crescere e acquistare consapevolezza di noi stessi per poter attraversare la porta del cielo, presidiata dal Drago, suo sacro guardiano.

 

Il secondo terzetto di brani è la trilogia del futuro e dell’anima.

Caratterizzata da un genere “avanguard rock” costituito da un muro di chitarre elettriche e basi elettroniche, si concentra sui moti animici dell’uomo e quindi sui suoi desideri e le sue pulsioni nell’avvenire.

 

4-Tomorrow è il brano che ispira il titolo del disco: un fluire di pensieri dove le premonizioni si mischiano coi desideri in una movimentata fase REM.

L’individuo è proiettato al domani, alla rivalsa e alla realizzazione dell’Io.

Segue il suo impulso, ma il percorso affrontato nella prima trilogia culminato con l’incontro col Drago rosso lo ha reso sufficientemente saggio per potersi inchinare, unica eccezione, soltanto ai “piani celesti”.

Ciò che si prospetta in Tomorrow è la costruzione di un sano ego, la passione del conquistatore coraggioso, la “ricompensa” al termine del cammino.

 

5-March è il risveglio della coscienza collettiva in un ipotetico scenario apocalittico, in realtà non poi troppo dissimile dal panorama offerto dai tempi attuali.

Stabilite le priorità individuali del nostro essere, è tempo di marciare uniti alle altre anime per apportare quel significativo cambiamento al mondo esterno, che sta sprofondando nell’apocalisse del materialismo.

Il sogno torna così non solo a nutrire un’arida realtà, bensì porta all’epico risveglio di una coscienza collettiva, di un’anima di gruppo del genere umano che inizierà la battaglia per la riconquista di un mondo più giusto.

Il monito profetico che sorge da questo brano può essere sintetizzato così: “Quando sarà il momento di combattere, l’individualismo scomparirà temporaneamente e risorgerà l’anima collettiva del genere umano per ristabilire ordine e speranza.”

 

6-7even: ristabilito l’equilibrio nel mondo futuro, l’uomo sente la necessità di tornare a viaggiare per scoprire la vastità dell’universo e ricollegarsi a quel mondo superiore che si riflette nella realtà.

Il numero 7 viene qui descritto in tutto il suo splendore, in tutta la sua sacralità e i suoi molteplici significati. La chiave di lettura di uno dei numeri divini consente al viaggiatore di “esplorare la verità tutt’intorno”, sia nel lato ombroso che in quello di luce, sia attraverso i 7 vizi che le 7 virtù.

“7even” è un invito alla comprensione della completezza, della realtà in ogni sua parte.

E’ in realtà anche il brano che ricalca al meglio il concept di Sketches from tomorrow, che infatti descrive sia il viaggio nel baratro che il picco verso la luce.

 

 

I tre brani conclusivi costituiscono la trilogia del presente e dello spirito.

La sonorità scelta è quella acustica, sebbene il brano Pagan Prayer presenti anche un incalzante ritmica di chitarra elettrica.

In questa micro-trilogia, l’uomo è finalmente centrato nel presente e può finalmente avere la cognizione del puro spirito, a seconda del livello evolutivo cui è giunto.

 

7-Pagan Prayer è un oscuro sabba balcanico che introduce il primo grosso quesito inerente allo spirito nei giorni nostri: chi è il detentore degli strumenti per conoscere la verità?

La porta dello Spirito sulla Terra pare essere in mano alle autorità religiose.

Col suo forsennato ritmo dispari, Pagan Prayer sconsacra le credenze impartite per poter aprire la mente, il nostro vero traghettatore che deve essere pagato con nutrimento spirituale e non necessità di indulgenze come i sacerdoti del mondo esteriore.

Tale metafora racchiude anche l’esortazione a non pagare sè stessi con le false monete dell’adulazione e dell’auto-incensamento: così come è poco saggio affidare la propria fede ad un presunto pastore (spesso più cieco delle pecorelle smarrite che vuole condurre), altrettanto inappropriato è idolatrare sè stessi, crogiolandosi nell’auto-compiacimento e scivolando così in un’accidia illusoria.

La preghiera pagana è una ruvida provocazione a scoprire il sacro che ci hanno insegnato a sconsacrare, ossia noi stessi, non un’esortazione a trasformarci in guru e santoni perdendo umiltà, poiché diventeremmo esattamente come le autorità religiose che vendono presunte conoscenze ignorandone l’essenza.

 

8-White Spring: individuata la strada da intraprendere, quella dell’umiltà e del distacco dal proprio ego, arriva finalmente il momento di spiccare il volo libero verso la divinità, che tutto avvolge col suo candore, la sua pace e la sua quiete: il contatto col Cielo più terso è infine avvenuto e noi galleggiamo nella saggezza delle alte sfere, nella beatitudine, lasciando ogni dubbio alla nostra dimensione terrena.

Col nostro volo siamo andati incontro al nostro Sè spirituale; è un’epifania, è una rinascita, una nuova vita che segna una primavera di purezza.

 

9-The Colors of sound è la ballata che chiude il viaggio in una radura che accoglie le nostre membra stanche: siamo ancora in vita, qui sulla terra, e dopo aver vibrato lassù in alto con gli dei, dobbiamo necessariamente tornare ad occuparci della nostra esistenza, riposandoci.

Il nostro contatto con lo Spirito può continuare nella natura, che ci accoglie e ci rigenera coi suoi suoni colorati: in questa radura dinanzi a un bosco che risuona e vibra, non ci limitiamo a sentire con le orecchie fisiche, ma udiamo con l’anima, ci effondiamo cioè con lo spirito che parla attraverso le manifestazioni della natura.

Abbiamo toccato con mano il cielo, ma ancora non è il momento di ascendervi: abbiamo ancora molte cose da affrontare, così coltiviamo il nostro ponte cogliendo la manifestazione spirituale nella natura.

Ed in questa radura ricca di vita, ci addormentiamo sussurrando dolci gocce di suono, il ringraziamento che ci fa scivolare nel primo sonno di una nuova vita.

 

Produced by Alex Lupi

Mixed by Andrea Ferrario

 

Line-up:

Air, Irrational, Red Dragon – Alex Lupi (lead-voice, electric and acoustic guitar); Fabio Visocchi (Rhodes piano, Synth, Percussions, backing vocals); Francesco Secchi (bass guitar and contrabass).

Tomorrow, March, 7even, Pagan prayer, White spring, The colors of sound -
Alex Lupi (lead-voice, backing vocals, electric and acoustic guitar, bass guitar, samples and loops).

Influenze: Porcupine Tree, Incubus, Nine Inch Nails, Portishead, Robert Plant, Radiohead, A perfect circle

 

 

Libra

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Il nome del capitolo conclusivo della trilogia Esoterock è ispirato al settimo segno zodiacale e descrive l’equilibrio complessivo tra le varie essenze della nostra realtà.

Libra nasce come desiderio di contrapporre un’armonia conclusiva (la risoluzione della tensione musicale) all’esplosione emotiva emersa in Air Signs e soprattutto in Sketches from tomorrow, che aggiunge tinte fosche e contorte all’esperienza sonora dell’intera saga.

Se il primo capitolo introduce un concetto musicale variegato, con un’andatura ondeggiante tra il mistico e lo sperimentalismo psichedelico, mentre il secondo lo distorce frammentandolo per studiarne l’essenza sub-atomica, il terzo e conclusivo si propone di riunificare il tutto con un’essenza che nasce, cresce e si dissolve mostrando molteplici aspetti ma mantenendo una sua identità precisa, quello che accade a un qualsiasi individuo nel corso della sua esistenza.

Libra è infatti nientemeno che la storia di una vita e del grande viaggio che si svolge in essa, composto da tutte le varie sfaccettature che ognuno di noi affronta nel suo percorso, come nascita, ispirazione, creazione di un’identità emotiva, consapevolezza, amore, introspezione, paura di sè stessi, epifania e dipartita.

Tutto ciò pronto a ripetersi all’infinito, permettendo di accoglierci nella sacralità dell’esperienza più volte, in più forme e su più livelli.

La scelta sonora è quella della continuità data dalla chitarra acustica e dalla voce, il nucleo su cui si basa il progetto, coadiuvata da svariati pad e loops che determinano la definitiva connotazione filo-ambient (“spiritual”, se vogliamo) del disco -ma anche della trilogia- senza rinnegare colori rock, psichedelici, foschi o marziali, che però qui sono da intendersi come estemporanei e defilati rispetto alla “storia” centrale narrata dal cantautore.

La dualità è un tema importante di questo disco, che si snoda attraverso 12 tappe di una vita e, al tempo stesso, lungo 12 passi tra la morte  e la rinascita: i fili conduttori sono paralleli, proprio come parallelamente a questa realtà ve ne è una immateriale e superiore. Quel che si ha dal punto di vista dell’esperienza sonora sono 12 scenari concatenati (quasi tutti mixati tra loro) ma totalmente indipendenti nei concetti e nei messaggi contenuti in essi.

1)Welcome: L’inizio di ogni cosa; in un solare minuetto di benvenuto, la genesi del mistero si fa strada nel vagito di un neonato che ride percependo una realtà di luci e colori ancora indistinti. E’ il tempo del fanciullo divino che si affaccia gioioso in questo mondo, ancora inconsapevole di sè stesso, ma che una volta inseritosi nella realtà fisica sviluppa subito un’importante reminiscenza: l’ispirazione atavica alla ricerca di qualcosa o…qualcuno.

2)In her streams: Catapultati in mezzo al deserto della mente, la prima cognizione di sè stessi parte in questa landa desolata alla ricerca di un’oasi di illuminazione. Spinti da una sconosciuta pulsione, nel viaggio scorgiamo che non siamo soli: nella nostra mente esiste il ricordo di qualcuno, ma non abbiamo una coscienza chiara di chi sia.

Tutto ciò che sappiamo è che non possiamo fare a meno di questa presenza misteriosa, che ci può condurre ad una verità racchiusa in quelle mistiche dune del deserto. E’ il ricordo della nostra anima gemella: sappiamo che quando l’avremo riabbracciata avremo una chiara visione del tutto.

3)The Storm: Così come richiamiamo il ricordo, ad esso si accompagna una forte sensazione interiore: passione e desiderio ci scagliano improvvisamente nel mondo delle emozioni, visualizzate sotto forma di tempesta. Attorno a noi si scatena il sinistro uragano dei sentimenti e l’unica cosa saggia da fare è correrle incontro anziché sfuggirle, prendersi cura della propria sfera emozionale: è l’unica strada per giungere all’occhio del ciclone, dove regna la calma poiché è il centro equidistante del turbine. Le emozioni vissute e osservate da qui possono essere comprese e non ci scaraventano più via: noi siamo l’occhio, noi siamo il centro delle nostre emozioni, siamo intatti e al sicuro, nulla ci può scalfire.

4)Seraph’s ballade: In questa calma emotiva, dove le passioni e i turbamenti non ci ancorano più a terra, si ode la vibrazione sonora rigenerante del Serafino, lo Spirito dell’Amore. Conversiamo con esso, senza capirne bene origine, sesso o tratti caratteriali, viviamo solo delle immagini che ci ispira e della sua melodia celeste.

5)Awakening: Quella musica ci riporta ad una dimensione terrena, pronti per il risveglio: le memorie si destano, cominciamo ad avere una più chiara identità della nostra origine divina. Ciò ci permette di indirizzarci verso la vera apertura degli occhi, per osservare il mondo al di là del velo delle illusioni.

6)Life of a breath: E’ oltre questo velo che possiamo cogliere l’amore puro, la fusione di due anime e di due vite. In vita, un’esperienza trascendente di amore può durare soltanto il tempo di un respiro se paragonata all’universo. Riconosciamo questa scrosciante energia nel nostro universo, ma non sappiamo bene distinguere tra percezione e ricordo.

7)Morphsearch: Per questo abbiamo bisogno di dare una connotazione alla nostra totalità, dobbiamo riconoscere la “forma” in cui il nostro Io cammina su questo mondo. Nel mezzo di una grande e costante mutevolezza (riprodotta dalla molteplicità sonora del brano) dobbiamo plasmare noi stessi attraverso una specifica catarsi, oppure le nostre percezioni saranno oggetto di illusioni.

8)Spirits: Durante questo viaggio interiore veniamo a conoscenza della presenza di un’entità al nostro fianco: la nostra ombra, il nostro doppio, l’altro lato oscuro di noi stessi. Egli ci ha accolto in questa vita come un involucro, ma il suo unico scopo è quello di avvolgere tutto nella sua tenebra, nel più totale controllo. Conoscendolo e avendo ora coscienza della nostra forma, distinguendo i nostri contorni dai suoi, possiamo domarlo e rendere l’ombra funzionale al nostro scopo karmico. E’ la più grande conquista che un essere umano possa fare.

9)Libra: Raggiunto l’equilibrio individuale, si volge l’occhio a quello del macrocosmo. Domata l’ombra personale, si ha cognizione della mancanza di equilibrio nel mondo, avvolto in un’ombra ancora più grande e nel caos (sebbene sia in realtà solo apparente). Si rivolge così la preghiera al segno di Libra, la Bilancia della giustizia cosmica e divina, affinché riporti l’armonia tra gli opposti in guerra nel mondo, così come abbiamo fatto in noi stessi. Tuttavia, dato che siamo in armonia con noi stessi, siamo in grado di esercitare l’accettazione della realtà circostante: il finale Zen del brano ci ispira ad essere noi stessi artefici dell’equilibrio collettivo raggiungendo prima il nostro.

10)The one: La percezione dell’equilibrio cosmico ci porta all’Illuminazione, cioè l’espandere la luce della coscienza sopra il nostro Io frammentato. Con l’esplosione della consapevolezza la frammentazione cessa, tutti i pezzi sono riunificati in un unico Io.

Siamo totalmente integri e l’ombra non ha più motivo di esistere: dopo l’ultimo, epico confronto, essa ci lascia e noi entriamo in una nuova dimensione, poiché l’Io trascende totalmente sè stesso sperimentando così il Sè spirituale (il quale è in grado di governare le forze dell’uomo da un piano più alto).

11)Old souls’ marriage: il Sè spirituale ha coscienza della totalità, poiché è al di là della percezione individuale propria dell’Io. Con questa nuova, universale consapevolezza finalmente avvistiamo l’oggetto del nostro ricordo atavico e lo riconosciamo come parte di noi: la nostra anima gemella è sempre stata connessa con noi, ma siamo stati in grado di riconoscerla e trovarla solo dopo il percorso fin qui fatto.

L’unione definitiva ed eterna con l’anima gemella coincide con la nostra escarnazione, col termine del vincolo terreno, con la fine della nostra esperienza di vita…almeno per il momento.

12)Indigo: è il gran finale per l’ultimo congedo: la vita terrena finisce e noi voliamo via con l’altra parte di noi, pronti a reincarnarci in futuro e a ricominciare il ciclo.

La vita è un continuo cambiamento, una metamorfosi tra opposti, tra notte e giorno, ombra e luce, effusione collettiva e percorso individuale. Come metaforicamente moriamo ogni volta che lasciamo qualcosa, così veniamo nuovamente al mondo quando ci apriamo al nuovo; così è anche l’eterna giostra tra una vita e l’altra: vita e morte sono due lati della stessa medaglia.

 

Produced and mixed by Alex Lupi

Mastered by Andrea Ferrario


Line-up: Alex Lupi (lead-voice, backing vocals, acoustic guitar, keyboards and loops).

Influenze: Jeff Buckley, Dave Matthews, Loreena McKennitt, David Sylvian, Walter Lupi, Hector Zazou, Massive Attack, Tin hat trio, Snow Patrol, David Gilmour