Saturday Oct 21
Sep
20/12
Waiting for Libra – Le origini & Duke
Last Updated on Thursday, 20 September 2012 10:40
Written by AirSigns
Thursday, 20 September 2012 10:36


 

Libra’s lost tracks – MP3 Streaming


Libra è “vecchio”, vecchio quasi come Air Signs in termini di stesura dei brani con una band/complesso.
Le prime composizioni videro la luce nella primavera del 2009, mentre il primo disco attraversava la delicata fase di editing.
Come sempre la mia scelta non è stata casuale: Libra doveva essere il progetto acustico parallelo al rock filo-elettronico di Air Signs.
Desideravo avere un repertorio elettrico di gruppo e un repertorio acustico da solista, per questo Libra fu concepito mentre Air Signs era ormai in fase di gestazione avanzata: ad un primo mondo di assordante rock underground volevo contrapporre la mia tranquilla e poetica strada di campagna personale, più intima e vulnerabile.
Strada che non avevo iniziato a percorrere da solo: al mio fianco c’era il talento straordinario di un vero e proprio eccentrico, il violinista Dante “Duke” Pagani, che già aveva apportato un grande contributo nell’arrangiamento del brano “I wish” di Air Signs.

Amico inseparabile, compagno di discutibili avventure vandaliche nell’hinterland milanese, Duke era un musicista con un talento probabilmente inarrivabile per molti, ma con un’indole decisamente poco propensa alla costanza necessaria per farlo sbocciare.
Il risultato è stato, come forse preventivabile, l’accantonamento temporaneo del progetto in funzione di altre priorità personali, sia per lui che per me.
Circa un anno dopo, nel Marzo 2010, ho reinciso nuovamente tutti i brani del progetto cercando di fare il punto della situazione, ma è stato nell’estate 2011 che la produzione di Libra è ufficialmente iniziata come primo disco interamente curato dal sottoscritto.
Ma tornando a Duke e agli albori del progetto, posso dire che Libra è nato in circostanze assolutamente romantiche e suggestive: la strada di sera.
Mentre parlavamo degli arrangiamenti dei brani, delle difficoltà del mondo musicale e dello stress nel gestire situazioni complesse sia dal punto di vista umano che artistico come le band, Duke e io passammo l’intera primavera 2009 all’aperto, la sera e la notte, accampati presso il chiosco dei miei o accasciati su qualche panchina a suonare, ridere e suonare ancora nella fresca aria notturna, saltuariamente contaminata dagli echi lounge della frenesia milanese: una nicchia sonora accanto a una città di rumore.
Io con la mia voce gretta e la mia ancor più rozza pennata sulla chitarra, carico di ascolti e infinita ammirazione per Jeff Buckley e Dave Matthews, lui con lo sguardo perso dietro le mie composizioni ma le dite sul violino che scorrevano rapide, imbeccate dal suo orecchio assoluto.
Il risultato fu una demo di tre brani, oggi tutti ancora facenti parte della tracklist del disco, etichettata con un nome semplice ma al tempo stesso evocativo: “What we heard“, letteralmente “Ciò che abbiamo sentito”, un cocktail degli artisti che amavamo riproposta da due artisti dai caratteri difficili, dalla risata facile e letteralmente drogati dalla musica.
L’origine di “Libra” è questa: passione, semplicità e l’inspirante aria notturna.
Era un’epoca indubbiamente più felice per me, ancora potevo definirmi “ragazzo” e non “uomo”; quel che ho cercato di fare è stato preservare l’anima del disco con la consapevolezza musicale e produttiva acquisita negli anni successivi.
Se riuscirò in questa sfida e Libra manterrà le attese (soprattutto mie), avrò semplicemente rievocato quell’atmosfera fresca e completato l’evoluzione da ragazzino rocker a musicista poeta della strada, umile cantore di un percorso di un’anima, descrittore dei segni di quella realtà di pura essenza che si riflette nell’attimo fuggente delle nostre vite.
Troppe pretese? Non credo: quando si fa arte occorre guardare al sole – in questo caso alla luna- senza alcun timore di scottarsi; chi fa arte non è altro che un umile canale e deve impegnarsi per rispettare la natura dell’opera che prende forma sotto le sue mani.

Libra pretende tutto questo. Arrivederci al 19 Ottobre!



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