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Waiting for Libra – La parentesi olistica
Last Updated on Tuesday, 26 June 2012 10:01
Written by AirSigns
Thursday, 22 March 2012 12:42

Gli equivoci sono assolutamente all’ordine del giorno quando si parla di argomenti decisamente inflazionati, per questo faccio immediatamente una premessa per chiarire accuratamente e una volta per tutte il mio pensiero sulle discipline olistiche.

Se avete letto la sezione del sito di Air Signs intitolata “Esoterock” o la mia biografia, vi sarà chiaro che la mia ricerca musicale si accompagna a quella spirituale.

In anni di studi e pratiche ho avuto modo di constatare quanto segue: le discipline olistiche sono sulla carta ciò che resta delle discipline di crescita spirituale – ossia esoteriche.

Ciò vuol dire che le discipline olistiche, purchè trattate in modo serio e responsabile, predispongono l’individuo a crescere, a evolversi e a “ripulirsi” dall’interno, per mezzo di un percorso introspettivo, in funzione di un’iniziazione spirituale.

Tengo a sottolineare che, a mio modesto avviso, l’intero contesto in cui quasi tutte le discipline olistiche hanno conosciuto il loro apice, cioè gli Stati Uniti a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, è a dir poco fuorviante per non dire aberrante.

Il panorama new age doveva essere la naturale conseguenza di un approccio scientifico e pratico delle idee rivoluzionarie diffuse nel famoso ’68, ma è lentamente sfociato in artifici mentali come la PNL, suggestioni di massa come le “costellazioni familiari” e in improbabili atmosfere da finto Ashram, farcite di sentimentalismi che fungono da palliativi e che permettono di sfuggire, per qualche ora, alla dura vita di tutti i giorni e ai propri problemi personali.

Le pratiche olistiche, in gran parte derivanti dall’antica saggezza orientale, hanno un enorme valore se applicate nella loro vera essenza, anziché razionalizzarle per scopi materialistici ed egoistici o diramate con superficialità come avvenuto in occidente: ampliano in modo significativo la consapevolezza dell’uomo, stimolano il suo lato meno legato alla corporeità pur esercitando movimenti corporei, allenano la mente e l’immaginazione applicando questa nuova visione alla vita di tutti i giorni, senza rifuggirla ma bensì comprendendone significati nascosti, traendone nuova linfa per l’anima e la vita interiore.

Tra le varie discipline olistiche, quella che ho conosciuto per prima è il “Rebirthing”, vale a dire “lo Yoga degli occidentali”.

Cercherò di darne una descrizione molto breve.

Il Rebirthing è essenzialmente una pratica che consta di una tecnica di respirazione connessa, la respirazione circolare o consapevole, la quale porta l’individuo a connettersi col proprio trascorso emozionale, a prendere atto del suo vissuto e a sbloccare emozioni represse, liberandosi e migliorando la propria percezione di sè e del mondo.

Mio padre era un Rebirther e quindi è stato facile accedere alle conoscenze teoriche di questa disciplina; avendone studiato i fondamenti per anni a tempo perso, ho deciso di frequentare un corso per acquisire una certificazione ufficiale e in qualche modo confermare sul campo quanto da me appreso.

Non voglio più entrare nel merito dell’evoluzione (o involuzione) delle pratiche di meditazione e introspezione orientali trapiantate in Occidente, quindi dovrò essere totalmente caustico nell’esprimere il mio pensiero per non ritornarci successivamente.

Dopo aver studiato, praticato e svolto mesi di tirocinio sia singolare che di gruppo, mi sento di affermare liberamente che il Rebirthing è una tecnica di rilassamento e crescita interiore assolutamente valida, che porta un benessere psicofisico generale significativo e tangibile nel giro di poche settimane. Tuttavia, l’intero contesto di presunti insegnamenti che accompagnano la respirazione, come ad esempio il “Pensiero creativo” ed il “Bambino interiore”, nasce da una deviazione concettuale e deontologica di altri e ben più fondati insegnamenti spirituali, che danno luogo non solo a grossolani equivoci, ma anche a strutture mentali che rischiano di portare ad una separazione dalla realtà.

Lo stesso Rebirthing è soltanto una delle tante tecniche di Pranayama, ossia il veritiero principio dello Yoga per cui la padronanza consapevole del respiro aumenta la forza vitale, che è stato estrapolato dal contesto orientale e quindi farcito di concetti immaginari e fantasiosi del tutto dissociati da una reale percezione di sè stessi e del mondo.

La filosofia orientale, come tutte le altre discipline di crescita spirituale, si basa sullo sviluppo della visione più ampia e veritiera della vita, dell’uomo e del mondo; evitare questa scelta equivale a prendersi in giro, come in una grande operazione di marketing in cui ci auto-convinciamo di qualcosa che ancora non esiste nella nostra vita, mentre invece dovremmo impiegare la nostra energia alla scoperta delle nostre verità interiori, alla riscoperta dei veri noi stessi.

In sintesi, il Respiro Consapevole è uno strumento inconfutabilmente portentoso; smaltite le “scorie” personali, ognuno deve però maturare la propria filosofia, la propria visione del mondo, partendo da quella nuova unità personale tra mente, anima e corpo che un percorso di questo tipo può far conseguire.

Avendo a portata di mano la possibilità di approfondire questa parentesi olistica, ho scelto di scoprire le potenzialità emozionali della musica, su un piano ancora più sottile rispetto ad un normale ascolto in stato di veglia, abbinando il mio tirocinio nell’ambito del Breathwork a determinati tipi di composizione.

La mia tesi su questo argomento, “Musica e respiro”, è stata realizzata grazie ad un’opera molto particolare e unica nel suo genere realizzata da mio zio Walter Lupi: “Music Experience”, cioè musica acustica/ambient nata da un’improvvisazione chitarristica durante esperienze di respiro e meditazione.

In attesa dei successivi post, dove entrerò più nel dettaglio artistico (e olistico) dell’opera e dei miei studi su di essa, riporto di seguito il link ad una preview di un brano del primo volume: Eartheart.

Walking on Earth – Music Experience Vol. I: Eartheart     –   Walter Lupi


 

Alessandro Lupi


2 Comments
  1. CommentsBack Pain Relief   |  Saturday, 24 March 2012 at 10:22

    It was a awe-inspiring post and it has a significant meaning and thanks for sharing the information.Would love to read your next post too……
    My site is on Neck Pain Relief.

  2. CommentsMarine Pina Urrútia   |  Sunday, 22 April 2012 at 02:37

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