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Feb
13/12
Waiting for Libra – Soundtracks parte I: Il boccaglio
Last Updated on Monday, 13 February 2012 10:14
Written by AirSigns
Monday, 13 February 2012 10:14

Ho sempre percepito un percorso artistico come una naturale evoluzione del percorso di vita personale: ogni cosa concatenata all’altra, ogni nota, ogni emozione, ogni esperienza…tutto che scorre come un grande fiume, dove ogni goccia è necessaria alla venuta della successiva.
Una prima e importante parte del mio percorso musicale volge alla sua conclusione con la produzione del terzo disco targato Air Signs, ”Libra”.

“Libra” è complesso ed enorme, almeno ai miei occhi; è insolito per me, ma fa parte di me, anzi ne rappresenta la parte più intima.

E’ un lavoro di cui ancora ignoro la connotazione definitiva: sebbene sia già in buona parte registrato, io stesso sono un curioso spettatore della sua evoluzione, ignorando dove la sua essenza mi porterà in sede di post-produzione.
Essendo lavoro complesso e ricco di contenuti, inaugurerò una serie di post che, oltre a ritrarre alcune mie esperienze di vita significative e tutte a loro modo stupende, descrivano alcuni capitoli del mio percorso musicale che hanno influenzato la sua composizione e stesura.

Solitamente inizierei in ordine cronologico, ma ho scelto di riservare alle origini del progetto “Libra”, relativamente lontane nel tempo, un capitolo a parte più avanti.

 

 

Chi mi conosce sa che spesso ad un disco pop-rock preferisco ascoltare compulsivamente più e più volte composizioni create per film, le famose “Soundtracks”, più comunemente note come ‘colonne sonore’.
Ritengo che la musica nata per accompagnare delle immagini abbia un valore particolare proprio perché deve decuplicare la potenza visiva dell’opera, proponendosi di proiettare l’osservatore all’interno di essa.
Chi di noi non ha mai fatto flessioni ascoltando la celebre “Gonna Fly Now” di Bill Conti imitando Rocky?
Partendo da un tema semplice ma talmente denso di significato da diventare quasi leggendario sono poi giunto all’ascolto delle composizioni più schizoidi e geniali di Elfman, a quelle non brillantissime ma incredibilmente concrete negli arrangiamenti e nella resa di Hans Zimmer, passando per le cavalcate di Mark Isham, l’incredibile ambient filo-latino di Carter Burwell in “No country for old men” e il marziale ed epico concetto di Dario Marianelli in “V for Vengeance”.

Ecco, i nomi sono tutti qui; non sono certo un pozzo di scienza in fatto di compositori, ma questo manipolo di autori ha influenzato enormemente il mio modo di comporre.
Ho sempre voluto che la mia musica fosse non soltanto espressione di un concetto cantautorale (considero infatti le parole dei testi delle canzoni addirittura più importanti della parte strumentale), ma che fosse in qualche modo “paesaggistica”, in grado cioè di lasciare libero spazio alla mente e all’immaginazione dell’ascoltatore.
Essendomi formato col rock, non ho mai creato brani unicamente strumentali, rinunciando quindi a parte del concetto immaginativo che tanto ammiro nelle colonne sonore, fino al momento in cui il mio caro amico Alessandro Casati, studioso di regia, mi ha proposto di accompagnarlo nell’avventura di auto-produzione di alcuni suoi cortometraggi sia come fonico che come compositore dei temi musicali.
Fu così che nell’autunno 2010 ho partecipato, con la strumentazione e le conoscenze a me allora accessibili, alla creazione di due cortometraggi diretti da Ale: “Il boccaglio” (Settembre 2010) e “La giacca” (Novembre 2010).
“Il boccaglio” è stata la mia primissima esperienza di auto-produzione individuale di un brano completo (dovevo infatti ancora cominciare le registrazioni dei restanti brani di Sketches from tomorrow), per questo sono assolutamente legato al brano che composi come colonna sonora del cortometraggio.
Parzialmente ispirato al superbo lavoro di Giuliano Taviani e Carmelo Travia nella celeberrima serie tv Boris (“La formica rossa”), il brano – che ho successivamente battezzato “Another choice” - è stata la mia prima colonna sonora, la mia prima traccia depositata con licenza Creative Commons e, udite udite, la mia prima opera ad essere addirittura proiettata ed ascoltata in una sala cinematografica!
Ebbene sì, il cortometraggio fu selezionato al “Vicenza film festival cortometraggi ‘Sogni d’oro’”.

http://www.comune.vicenza.it/vicenza/manifestazioni/cultura.php/62985

Il 12 Novembre 2010, Ale, io e i due attori improvvisati protagonisti del corto (vale a dire – incredibile ma vero! – Martino Meda, chitarrista del primo disco di Air Signs e suo fratello Michele), ci recammo a Vicenza per assistere alla proiezione della nostra creatura, orgogliosi come non mai, sebbene ci sentissimo come cuccioli di barboncino in un safari di leoni.
Memorabili furono le mie constatazioni nel vedere gli altri filmati proiettati al cinema Odeon: “Beh ragazzi, guardate i loro titoli di coda: sono più lunghi del nostro corto! Va che roba, hanno pure il catering…noi per il catering chi mettiamo? Il pizzaiolo sotto casa?
Comunque non è andata male:  loro avevano i cannoni, noi le cerbottane…”

 


 

“Il boccaglio” è un lavoro che ricordo con tanto affetto e con tanta allegria: semplicemente strepitose le sessioni di doppiaggio senza video durate tutta la notte o la simulazione di suoni ambientali nella camera di Ale con cartacce e zaini vuoti; “Another choice” è un brano che mira a portare una riflessione lontano e a cambiare totalmente il punto di vista abitudinario.
Lo riporto qui di seguito in streaming, leggermente editato e riarrangiato per la sua comparsa su questo sito.

 

Another choice (“Il boccaglio”) – Alex Lupi


Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.


1 Comment
  1. Commentsdei sogni   |  Friday, 16 March 2012 at 16:37

    dei sogni…

    [...]Air Signs[...]…


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