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07/11
Sketches from tomorrow: la visione
Last Updated on Wednesday, 15 February 2012 09:52
Written by AirSigns
Monday, 7 November 2011 10:30

 

“Sketches from tomorrow” vuole essere la descrizione di un’illusione, il “book fotografico” di un caos immaginativo, il viaggio disomogeneo dell’uomo in un mondo che (ancora) non è pronto ad accogliere coi suoi sensi ordinari.

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La struttura sonora dell’opera, tre micro-trilogie, ricalca la concezione spirituale dell’uomo secondo diverse correnti esoteriche europee, che riconoscono 9 componenti raggruppate in tre parti: corpo, anima e spirito.

La trilogia d’apertura del disco è relativa al passato e al corpo.

E’ caratterizzata da un suono elettro-etnico, con parecchi campionamenti, la presenza delle tastiere e delle percussioni.

In questi tre brani hanno partecipato gli altri due musicisti effettivi del disco, Fabio Visocchi alle tastiere e percussioni e Francesco Secchi al basso.

 

1-Air è la fame d’aria, il respiro di cui ha bisogno l’individuo oppresso da sè stesso, dalle proprie illusioni disattese e aspettative mal riposte, dai suoi attaccamenti ai freddi schemi di comportamento che ora lo stanno lentamente uccidendo, destando il suo istinto di sopravvivenza che sfocia nella ferocia nu-metal del finale.

Ogni viaggio di trasformazione deve necessariamente iniziare con uno shock, poiché è il dolore la leva più efficace per il cambiamento: finchè non proviamo dolore, non abbiamo un motivo per lasciar andare le vecchie parti di noi e cominciare la metamorfosi.

“Air” rappresenta quel dolore in apparenza straziante ma che racchiude in sè la forza di opporsi al definitivo gelo interiore e reagire.

 

2-Irrational è l’inizio della domanda principale: “Cosa c’è oltre il raziocinio?”. La risposta viene data in forma volutamente psicotica e pulsante: siamo ancora nel regno delle sensazioni più istintive, abbiamo a che fare con immagini fendenti e psichedeliche, non ancora con l’illuminazione.

Ma è in questo scenario che l’individuo, ribellatosi agli schemi della fredda logica, si rende conto che ciò che deve afferrare fa parte di un mondo che non può essere definito da alcun concetto già esistente: l’irrazionale è sfuggente e deve essere percepito direttamente in prima persona per poterne avere una qualche concezione.

Non mancano le prime intuizioni: nel verso “illuminate your bones” c’è un chiaro riferimento al fatto che è la scintilla irrazionale a nobilitare la materia sublimandola con lo spirito.

 

3-Red Dragon: la trilogia del passato termina con la “catarsi del drago rosso”, ispirato al potente spirito elementale del fuoco, colui che sorge nel cielo arrossato dall’alba e ci conduce verso la saggezza interiore, placando i nostri istinti: abbiamo preso atto che per ottenere risposte occorre purificarci dalle brame più basse del nostro animo, laddove si annida la vera “bestia”, il nostro vero nemico. Per avere una concezione più ampia della realtà, oltre il velo “maya”, oltre le “porte della percezione”, occorre purificarsi e mondare i nostri istinti biechi e feroci, oppure vivremo nella menzogna e nell’illusione, zavorrati al suolo e incatenati alla materia.

La preghiera al Drago Rosso ci porta a conoscere il suo artiglio, il quale imprime il suo marchio su di noi; ora capiamo il perché del dolore e delle sofferenze: sono la chiave per poter crescere e acquistare consapevolezza di noi stessi per poter attraversare la porta del cielo, presidiata dal Drago, suo sacro guardiano.

 

Il secondo terzetto di brani è la trilogia del futuro e dell’anima.

Caratterizzata da un genere “avanguard rock” costituito da un muro di chitarre elettriche e basi elettroniche, si concentra sui moti animici dell’uomo e quindi sui suoi desideri e le sue pulsioni nell’avvenire.

 

4-Tomorrow è il brano che ispira il titolo del disco: un fluire di pensieri dove le premonizioni si mischiano coi desideri in una movimentata fase REM.

L’individuo è proiettato al domani, alla rivalsa e alla realizzazione dell’Io.

Segue il suo impulso, ma il percorso affrontato nella prima trilogia culminato con l’incontro col Drago rosso lo ha reso sufficientemente saggio per potersi inchinare, unica eccezione, soltanto ai “piani celesti”.

Ciò che si prospetta in Tomorrow è la costruzione di un sano ego, la passione del conquistatore coraggioso, la “ricompensa” al termine del cammino.

 

5-March è il risveglio della coscienza collettiva in un ipotetico scenario apocalittico, in realtà non poi troppo dissimile dal panorama offerto dai tempi attuali.

Stabilite le priorità individuali del nostro essere, è tempo di marciare uniti alle altre anime per apportare quel significativo cambiamento al mondo esterno, che sta sprofondando nell’apocalisse del materialismo.

Il sogno torna così non solo a nutrire un’arida realtà, bensì porta all’epico risveglio di una coscienza collettiva, di un’anima di gruppo del genere umano che inizierà la battaglia per la riconquista di un mondo più giusto.

Il monito profetico che sorge da questo brano può essere sintetizzato così: “Quando sarà il momento di combattere, l’individualismo scomparirà temporaneamente e risorgerà l’anima collettiva del genere umano per ristabilire ordine e speranza.”

 

6-7even: ristabilito l’equilibrio nel mondo futuro, l’uomo sente la necessità di tornare a viaggiare per scoprire la vastità dell’universo e ricollegarsi a quel mondo superiore che si riflette nella realtà.

Il numero 7 viene qui descritto in tutto il suo splendore, in tutta la sua sacralità e i suoi molteplici significati. La chiave di lettura di uno dei numeri divini consente al viaggiatore di “esplorare la verità tutt’intorno”, sia nel lato ombroso che in quello di luce, sia attraverso i 7 vizi che le 7 virtù.

“7even” è un invito alla comprensione della completezza, della realtà in ogni sua parte.

E’ in realtà anche il brano che ricalca al meglio il concept di Sketches from tomorrow, che infatti descrive sia il viaggio nel baratro che il picco verso la luce.

 

 

I tre brani conclusivi costituiscono la trilogia del presente e dello spirito.

La sonorità scelta è quella acustica, sebbene il brano Pagan Prayer presenti anche un incalzante ritmica di chitarra elettrica.

In questa micro-trilogia, l’uomo è finalmente centrato nel presente e può finalmente avere la cognizione del puro spirito, a seconda del livello evolutivo cui è giunto.

 

7-Pagan Prayer è un oscuro sabba balcanico che introduce il primo grosso quesito inerente allo spirito nei giorni nostri: chi è il detentore degli strumenti per conoscere la verità?

La porta dello Spirito sulla Terra pare essere in mano alle autorità religiose.

Col suo forsennato ritmo dispari, Pagan Prayer sconsacra le credenze impartite per poter aprire la mente, il nostro vero traghettatore che deve essere pagato con nutrimento spirituale e non necessità di indulgenze come i sacerdoti del mondo esteriore.

Tale metafora racchiude anche l’esortazione a non pagare sè stessi con le false monete dell’adulazione e dell’auto-incensamento: così come è poco saggio affidare la propria fede ad un presunto pastore (spesso più cieco delle pecorelle smarrite che vuole condurre), altrettanto inappropriato è idolatrare sè stessi, crogiolandosi nell’auto-compiacimento e scivolando così in un’accidia illusoria.

La preghiera pagana è una ruvida provocazione a scoprire il sacro che ci hanno insegnato a sconsacrare, ossia noi stessi, non un’esortazione a trasformarci in guru e santoni perdendo umiltà, poiché diventeremmo esattamente come le autorità religiose che vendono presunte conoscenze ignorandone l’essenza.

 

8-White Spring: individuata la strada da intraprendere, quella dell’umiltà e del distacco dal proprio ego, arriva finalmente il momento di spiccare il volo libero verso la divinità, che tutto avvolge col suo candore, la sua pace e la sua quiete: il contatto col Cielo più terso è infine avvenuto e noi galleggiamo nella saggezza delle alte sfere, nella beatitudine, lasciando ogni dubbio alla nostra dimensione terrena.

Col nostro volo siamo andati incontro al nostro Sè spirituale; è un’epifania, è una rinascita, una nuova vita che segna una primavera di purezza.

 

9-The Colors of sound è la ballata che chiude il viaggio in una radura che accoglie le nostre membra stanche: siamo ancora in vita, qui sulla terra, e dopo aver vibrato lassù in alto con gli dei, dobbiamo necessariamente tornare ad occuparci della nostra esistenza, riposandoci.

Il nostro contatto con lo Spirito può continuare nella natura, che ci accoglie e ci rigenera coi suoi suoni colorati: in questa radura dinanzi a un bosco che risuona e vibra, non ci limitiamo a sentire con le orecchie fisiche, ma udiamo con l’anima, ci effondiamo cioè con lo spirito che parla attraverso le manifestazioni della natura.

Abbiamo toccato con mano il cielo, ma ancora non è il momento di ascendervi: abbiamo ancora molte cose da affrontare, così coltiviamo il nostro ponte cogliendo la manifestazione spirituale nella natura.

Ed in questa radura ricca di vita, ci addormentiamo sussurrando dolci gocce di suono, il ringraziamento che ci fa scivolare nel primo sonno di una nuova vita.

 


3 Comments
  1. CommentsGas Generator   |  Wednesday, 16 November 2011 at 05:05

    Great! thanks for the share!

  2. CommentsLevitra   |  Wednesday, 11 January 2012 at 18:40

    Hi man! I quite agree with your thoughts. I’ve just shared it on the social networks.

  3. CommentsCialis   |  Thursday, 09 February 2012 at 13:48

    Thanks a lot for sharing your views here. I really it.


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